La bellissima recensione di Sonia Barsanti, scrittrice di narrativa e poesia

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Ho letto “L’eredità di Dracula” e credo che continuerò a riaprirlo e a sfogliarlo spesso in futuro. Non sono molte le sillogi poetiche che mi fanno questo effetto. Arrivare alla fine mi ha lasciato la consapevolezza di una certa continuità, di una fine che in realtà non lo è, un po’ come i temi della vita e della morte, dell’odio e dell’amore su cui ruotano le poesie. Il tuo stile, la tua delicatezza e le suggestioni scaturite dalla tua sensibilità si sposano alla perfezione con lo stile più graffiante, con la forza suggestiva e istintiva delle poesie di Davide Benincasa (al quale vanno i miei più sinceri complimenti). Vorrei poterti dire quali poesie in particolare mi abbiano colpita di più, ma la lista sarebbe lunga, perché in ognuna di esse ho trovato qualcosa che andasse dritto all’essenza, ognuna ha in sé un messaggio forte e chiaro da lasciare. Ognuna è una porta aperta sull’interiorità di personaggi immortali, indimenticabili e sulle loro emozioni, passioni e sui loro tormenti. Leggere queste poesie è stato un arricchimento anche perché ognuna è spiegata anche per quanto riguarda la metrica. A te e a Davide i miei ringraziamenti per aver scritto questo scrigno di poesia pura, di bellezza e intensità d’immagini che va crescendo di pathos mano a mano che si procede nella lettura. Grazie di cuore e ancora complimenti a entrambi perché la fusione dei vostri stili ha dato vita a qualcosa di veramente prezioso e vibrante di luce.
*
Sonia Barsanti
Il suo blog “Gli occhi della libellula”
https://gliocchidellalibellula.wordpress.com/

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Intervista a Eufemia Griffo su “L’Eredità di Dracula” di Davide Benincasa, parte I

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Intervista a Eufemia Griffo su “L’Eredità di Dracula”
di Davide Benincasa

Dracula remembering

Nel mare dei ricordi
tra le onde bruciate dal sole
si specchia l’eterno sogno –
e sulla tua pelle d’avorio
scivolano gocce d’amore

Alcuni nuovi versi a tema, “catturati” al volo per introdurre questa intervista.
Rileggendo a distanza di tempo alcuni passaggi del nostro libro, mi sono venute alla mente domande, curiosità, approfondimenti che vorrei porre alla “stimata” collega Eufemia.
Le varie presentazioni a cui abbiamo partecipato sono strutturate su una panoramica generale del libro, per presentare ai vecchi e ai potenziali nuovi lettori il nostro lavoro.
Queste successive “letture”, oltre ai miei attuali impegni d’oltre oceano, mi hanno dato modo di apprezzare in maniera più distaccata (sono già passati oltre 3 anni da quando preparammo il dattiloscritto definitivo) quanto abbiamo scritto, ma soprattutto di riflettere e rivedere da angolazioni diverse alcune tematiche, che, per ovvi motivi di tempistiche di conference, non abbiamo mai avuto modo di approfondire.
Pertanto ho deciso di proporre questa sorta di intervista, molto fuori le righe, a Eufemia, ritenendo che possa interessare anche agli “affezionati” nostri lettori.

Cara Eufemia, inutile porti le classiche domande. Conosciamo molto bene il tuo profilo di poetessa, scrittrice e insegnante. Quindi iniziamo subito l’intervista nel modo più inaspettato:

-I PARTE

Per apprezzare ancora di più le tue doti di scrittrice, componi al volo per i lettori alcuni nuovissimi versi, strutturati come preferisci possibilmente sul tema Dracula, contenenti le parole ombre, pianto, mani

Nel mio silenzio, ho pianto.
Le tue parole arse dal fuoco
si sono accartocciate una a una
come mille foglie d’autunno
spazzate via dalla tempesta

Ti ho amato oltre i secoli.
Le mani hanno toccato il cuore
scucito dalla mia anima,
avvolto solamente da ombre
cadute dall’infida luna

-II PARTE

1) In tutte le presentazioni a cui abbiamo partecipato, si semplifica moltissimo la differenza tra i due nostri modi di proporre il personaggio di Dracula. In realtà abbiamo tratteggiato il personaggio, conferendo a esso una struttura realmente molto articolata con una connotazione caratteriale umana incredibilmente complessa.
A mio avviso il tuo Dracula, molto umanizzato, è come vittima dei suoi stessi sentimenti, dai quali non può sfuggire e ai quali non vuole opporsi.
Qual è la tua opinione a riguardo? Sembra quasi che il suo agire, anche se malvagio, in parte sia da te giustificato, perché comunque persegue un più “alto” fine d’amore. …ma la follia d’amore porta davvero a far qualsiasi cosa?

Caro Davide,
in primis ti ringrazio molto per questa intervista che ti consegno in ritardo, ma come per tutte le cose importanti e meritevoli, bisogna trovare il tempo giusto per scrivere e oggi sono quindi qua a rispondere alle tue domande molto interessanti e stimolanti.
Il mio Dracula è un vampiro molto umano che si ispira al personaggio di Gary Oldman (attore britannico famosissimo), così come lo vediamo in Bram Stoker’s Dracula, il celebre film del 1992 girato da Francis Ford Coppola, che ha dato vita anni fa, al nostro lavoro a quattro mani. Pensando al suo volto gentile e a tratti romantico, ho costruito il mio personaggio letterario.
La follia d’amore, credo proprio che conduca gli innamorati a fare qualsiasi cosa. Potrei citarti fior d’esempi nella letteratura: da Paolo e Francesca, mirabilmente narrati nella Commedia dantesca, Nausicaa che ama Enea, e Orfeo e Euridice che scelgono la caduta agli inferi, senza mai rinunciare alla loro passione.
Nel nostro libro, anche la protagonista femminile, Mina Murray, che ho caratterizzato seguendo il personaggio visto nel film di Coppola, cede al fascino e alle lusinghe d’amore di Vlad Tepes di Valachia. Se ne lascia soggiogare in un’epoca, quella vittoriana, in cui alle donne non era assolutamente concesso “andare fuori dalle righe”: mogli e madri virtuose, esempi di lealtà e onestà integerrima. Tuttavia Mina, promessa sposa di Jonathan Harker, tradirà questo modello di mulier e solo alla fine della storia, riconoscerà il suo errore.

2) Come vedi nella società moderna una figura come il tuo “Dracula”? Si potrebbe incontrare oggigiorno per strada una persona con queste caratteristiche oppure rimane solamente un retaggio di un’epoca romantica quasi dimenticata?

Mi piace pensare che un personaggio come il mio Dracula, un uomo/vampiro votato alla sofferenza, all’amore eterno, alla lealtà, sia solo un retaggio di una certa letteratura, soprattutto in ambito gotico. Non dimentichiamo altri personaggi nati da celebri  penne, come il Frankenstein di Mary Shelley che nel noto  romanzo, amerà Elisabeth struggendosi d’amore per la fanciulla che avrà un triste destino.
L’amore, come sentiero da percorrere fino alla fine della vita, direi che appartiene alla letteratura, alle storie che si leggono nei libri e nei romanzi d’amore. Raramente potremmo incontrare, soprattutto al giorno d’oggi, un uomo e una donna, come Mina o come Frankenstein. Siamo lontanissimi da questo genere di amore/passione che diventa lo scopo di una intera vita e la guida.
Forse è per questo motivo che alcune storie immortali piacciono sempre, a prescindere dall’epoca in cui si leggono.

3) Personaggi centrali del nostro libro sono senz’altro le figure femminili, tema spesso tralasciato nelle nostre presentazioni. Infatti in copertina appare l’immagine di Mina.A riguardo vorrei chiederti di delinearmi, secondo il tuo personale punto di vista, la differenza fra le tre principali donne(Mina, Elisabetha e Lucy).
Si potrebbe definire Mina la vera protagonista del nostro libro?

Mina apparentemente è una donna fragile, dotata però di intelligenza e spirito acuto che le faranno superare moltissimi ostacoli nel corso della storia. Nel nostro libro c’è una sorta di sovrapposizione tra Mina ed Elisabetha, che è un personaggio inventato da Coppola. Ricordiamo ai lettori dell’intervista, che nel libro scritto da Stoker, non esiste la figura della principessa Elisabetha, la sposa del principe Vlad Tepes di Valachia. Le immagini iniziali del film dedicano a questa donna pochissime scene, ma sono fotogrammi di rara bellezza e anni fa, mi colpirono al punto di decidere di iniziare a scrivere una lirica, incernierata sull’amore di Elisabetha e Vlad.
Nel film Mina ed Elisabetha hanno lo stesso volto e il ruolo venne interpretato da Winona Ryder, che recitava in entrambi i ruoli.
Elisabetha, lo ricordo ai lettori, nel film muore suicida dopo avere appreso la falsa notizia della morte del marito. Il suo amore eterno, il suo fedele giuramento, la condurranno a voler rinunciare all’amato sposo poiché incapace di sopportare il peso della sua scomparsa. Dunque anche Elisabetha è una donna fragile, ma Mina al contrario, sarà capace di superare gli ostacoli, di salvare Jonathan e infine di riscattare il suo amato vampiro, rinunciando al suo amore, ma sciogliendolo dalla condanna eterna di una morte non morte. Chi volesse approfondire questi aspetti del libro di Stoker, è invitato ovviamente ad una lettura del capolavoro dello scrittore irlandese. Tuttavia consiglio a tutti la visione della pellicola di Coppola, un film girato nel 1992 e che è diventato un cult nella storia del cinema.
Infine Lucy Westenra, uno dei miei personaggi preferiti a cui ho dedicato due liriche molto intense. Nella mia personale descrizione, Lucy appare in maniera del tutto differente rispetto al film di Coppola. Nella celebre pellicola la donna è tratteggiata inizialmente come giovane viziata che si fa corteggiare leziosamente da tre uomini, (di cui uno solo destinato ad essere suo promesso sposo); passa le sue giornate a farsi quindi ammirare  e a scegliere l’abito di matrimonio. Ispirandomi a moltissime immagini piene di poesia del libro, la mia Lucy viene paragonata ad una rosa bianca, una fanciulla dunque pura, virginale, che lentamente sfiorirà, come accade alle rose in inverno (Vedi la mia lirica “Come rose nate in inverno), a causa della vampirizzazione di Dracula. Infatti Lucy Westenra cederà al fascino del vampiro e sia nel libro, sia nel film, sarà destinata ad una morte atroce.

Rispondo infine alla tua domanda riguardo a Mina, ovvero se è la vera protagonista del nostro libro. Lo è solo in parte, poiché credo ci sia un equilibrio abbastanza visibile tra le tre donne della storia che abbiamo narrato sotto forma di poema.

4) Prendo spunto da questo tuo haiku inserito alla fine del libro:

Madame Mina / tra le nebbie di Londra / radioso sole

Mina ovvero la purezza, la semplicità, la nobiltà d’animo, la forza destabilizzatrice di un male eterno, come radioso sole.
Analogamente a quanto ti ho chiesto per Dracula, una donna con tali caratteristiche, che sa perdonare qualsiasi male, che sa farsi carico del dolore altrui,che soffre addirittura il dolore altrui, la si può trovare nella società attuale? Oppure è un modello ideale frutto della nostra (tua e mia) fantasia?

Lo haiku che immortala Mina in effetti è abbastanza emblematico e descrive questa donna come una luce meravigliosa, capace di catturare e dileguare le tenebre e quindi metaforicamente, il male.
Mi piacerebbe pensare che nella nostra società moderna esistano delle figure intrise di purezza e allo stesso tempo coraggiose; ma non sono sicura che potremmo trovarle. E’ una domanda che mi conduce a riflettere, caro Davide, e forse potrei darti una risposta più precisa in un altro momento.

5) Mi hai detto di essere amante e appassionata lettrice delle sorelle Bronte. Anche loro come Stoker, rappresentanti della letteratura inglese nell’epoca Vittoriana. Nonostante l’ambientazione del romanzo gotico di Stoker sia molto differente da quello delle Bronte, ci sono similitudini tra le figure femminili?

Credo che più che le eroine nate dalle penne delle tre sorelle, potrei risponderti chiamando in causa proprio Charlotte, Emily e Anne. Nella loro epoca una donna non poteva assolutamente pubblicare romanzi e dunque esse scelsero degli pseudonimi maschili per poterlo fare.  Questa te la dice lunga sul loro carattere tenace e temerario, in un’epoca in cui la donna aveva un ruolo ben preciso, come già detto sopra, nella società britannica.
Da ragazzine avevano riempito quaderni di storie fantastiche in calligrafia minuscola. Pubblicarono un romanzo ciascuna nel 1847, oscurando rivali come Charles Dickens e William Thackeray, noto autore dell’epoca, di opere satiriche (“La fiera delle vanità”).
Jane Eyre, nata dalla penna di Charlotte, è una giovane donna che conquista il ricco e assai scontroso Edward Rochester. Al momento del sì, scopre che lui ha una prima moglie pazza e la tiene chiusa nella soffitta. Edward le propone il concubinato, ma Jane rifiuta e con il cuore straziato scappa nella brughiera. Mai, neanche per un momento, Jane Eyre si commuove per la sorte di Bertha Mason, la moglie pazza e incendiaria. Ha occhi solo per Rochester, vittima in gioventù di un matrimonio combinato e disastroso e alla fine del romanzo, ci sarà un colpo di scena inatteso poiché Jane prenderà in mano il proprio destino e ci mostrerà una donna forte, coraggiosa, temeraria, fedele solo a se stessa e incapace di piegarsi agli eventi.

6) Nel romanzo di Stoker, anche per la sua struttura diaristica, è difficile individuare un vero protagonista. Si alternano diversi personaggi, tutti comunque fondamentali per l’intera vicenda. Le tue poesie si incentrano soprattutto sui personaggi di Dracula, Elisabetha, Mina e Lucy. Una poesia sola in cui protagonista è Jonathan Harker. Come mai questa scelta?

Jonathan non è il mio personaggio preferito, benché mi sembrasse doveroso dedicargli almeno una lirica che facesse da liaison con tutte le altre. Nella poesia “Quel che resta del giorno”, ho focalizzato la mia attenzione sulla scena in cui l’uomo scappa da Castel Dracula.
Direi che nella composizione delle liriche, ho seguito le mie personali inclinazioni, dando spazio alle figure che maggiormente mi hanno colpita, soprattutto quelle femminili.

7) Il tuo personaggio preferito?

Senza dubbio Mina, ma aggiungerei che è da considerare sempre in contrapposizione o parallelamente ad Elisabetha. Come nel film, anche nelle mie poesie, le due donne spesso si sovrappongono, creando un gioco delicatissimo di incastri e di differenze.

8) In tutte le presentazioni tra le letture inserisci “Fragili petali appassiti”. Qual è la tua lirica preferita e quella che consideri la più “riuscita” dal punto di vista poetico?

La poesia da te citata contiene molti temi a me cari: l’incontro, l’amore e lo scorrere del tempo che in balia del destino, ci sfugge dalle mani.
Le altre due liriche che amo moltissimo sono “Gli angeli cadono per primi”, dedicati alla tragica scomparsa di Elisabetha e “Come rose nate in inverno”, che ripercorre la vita di Lucy nei giorni precedenti alla sua fine.
Caro Davide, penso che nelle mie poesie, ci sia una mescolanza precisa di elementi gotici e anche romantici, e credo che siano entrambi ingredienti preziosi che hanno decretato il successo del nostro libro.

9) In conclusione sei soddisfatta di questo lavoro? Rileggendolo dopo tanto, dopo aver scritto tante altre nuove poesie come lo trovi?

Moltissimo. Stefano Giovinazzo, il nostro editore (Edizioni della Sera, Roma), ci ha portati nelle migliori librerie italiane. Vedere il nostro libro sugli scaffali, è stato ed è motivo di orgoglio. Abbiamo fatto molte presentazioni e dulcis in fundo, essere recensiti su “Panorama” (Agosto 2014), è stato come vincere un premio importantissimo. A proposito di premi, il nostro libro ha vinto il primo posto del premio “Leandro Polverini” edizione 2015.

10) Questo libro ha influenzato o sta influenzando il tuo modo di scrivere attuale? La puoi considerare un’esperienza di crescita poetica? Infine ha contribuito in parte a darti maggior sicurezza sulle tue potenzialità come scrittrice?

In realtà no, poiché io scrivo tendenzialmente in metrica, anche se di recente ho iniziato a cimentarmi col verso libero. Direi che la metrica ha comunque influenzato il mio modo di scrivere, conferendo anche al verso libero, struttura e musicalità.
E’ stata un’ indubbia esperienza di crescita poetica. Le presentazioni ci hanno fatto conoscere tantissime persone e abbiamo ricevuto la stima e l’ammirazione da parte di molti lettori che ringrazio sentitamente.
Sulla terza domanda, ti rispondo molto umilmente, ma penso di sì. Essere annoverata come scrittrice emergente, è stato importante poiché credo fosse uno di quei sogni nel cassetto, che tenevo celato da molto tempo.

Seguirà a breve la seconda parte dell’intervista.